Le nubi basse ci avvolgono fin dalle prime ore della giornata. Con la lentezza più consona a un bradipo che a un viaggiatore, usciamo dal sacco a pelo già con il sentore che qualcosa di inaspettato stia per accadere. Il tempo uggioso non invoglia alla pedalata e, alla seconda sbirciatina fuori dalla tenda, constatiamo che grossi fiocchi di neve hanno già iniziato ad imbiancare le nostre bici inermi.
Ci facciamo del male e usciamo dal nostro guscio caldo, vestendoci e ripartendo verso il santuario della Madonna del Frassino. tenda sotto la neveCi hanno suggerito questo itinerario sterrato per evitare, almeno in parte, la strada principale verso il Colle di Zambla.autunno con la neve Non ci avevano però avvisato delle rampe tremende presenti, rampe che in realtà, probabilmente, percorse da scarichi, si sarebbero addolcite parecchio e non sarebbero divenute la via Crucis che invece è stata per noi. 4.7 km in 3 ore e passa... direi che più lenti di così si va indietro nel tempo! Per superare quegli strappi siamo costretti a spingere in due una bici alla volta. Mentre Nala scorrazza per i boschi rincorrendo uccelli e fiocchi di neve con lo stesso famelico istinto da cacciatrice, noi sputiamo sangue per far avanzare il suo carrellino. Come dire: il mondo in casa Life in Travel va un po' alla rovescia, con la 'bestia' che sfrutta gli umani. verso la madonna del frassino spinta
La fatica immane fatta nello spingere le bici ci ha quasi fatto dimenticare il meteo infame di questa giornata di metà novembre. Raggiunta la Madonna, la nevicata ci ripiomba addosso più intensa che mai. Le poche centinaia di metri di discesa verso la strada sono solo un antipasto a cui sarebbe seguita la portata principale: il gelo più assoluto della discesa dal Colle. colle di zambla neveMa prima dobbiamo conquistarci la vetta e mancano ancora 4 km che, al nostro ritmo significano un'ora di salita. Man mano che guadagniamo quota la coltre di neve si ispessisce e l'assenza di traffico concede ai grossi fiocchi di imbiancare anche la strada. Solo l'esile scia delle nostre due ruote crea una figura continua che si perde nella nebbia. Le chiazze irregolari che accompagnano quella linea zigzagante sono le impronte di Nala.sotto la neve leo e nala
La gioia della conquista è mitigata dall'atmosfera ovattata tipica delle giornate nevose, ma soprattutto dalla consapevolezza di ciò che sta per arrivare.
Pochi chilometri più a valle e qualche minuto più tardi la consapevolezza diviene certezza. Le dita delle mani ululano dal gelo, quelle dei piedi sono prossime all'ipotermia. nala sotto la neveNon ho mai adorato tanto una cioccolata calda come quella bevuta ad Oltre il Colle. L'ora è già tarda e la decisione presa. Niente tenda per questa notte ma un letto comodo e una doccia calda: ce li siamo guadagnati.

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